Annus horribilis per Goodyear

News gomme >> Febbraio >> 22/02/2010

Gli ultimo dati divulgati dal produttore statunitense di pneumatici Goodyear non sono stati una lettura piacevole per nessuno all’interno dell’azienda. Nello scorso anno le perdite di Goodyear hanno raggiunto la pesante cifra di 373 milioni di dollari (circa 277 milioni di euro) nonostante il taglio dei costi e di circa 5.700 posti di lavori in tutto il mondo.

Ad oggi l’azienda americana impiega circa 71.000 persone in tutto il mondo, ed è presente in Europa con ben quindici impianti di produzione in molti Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Belgio, Germania e non solo.

Oltre alle perdite, i dati hanno rivelato anche una flessione nelle vendite equivalente a circa 3 miliardi di dollari (1.5 miliardi di euro) rispetto all’anno precedente. Non che gli altri produttori di pneumatici se la passino molto meglio: la crisi economica ha infatti spinto i consumatori a risparmiare al massimo sull’acquisto delle gomme nuove.

Come se non bastasse, a peggiorare le cose nel 2009 ci ha pensato la decisa flessione della domanda da parte delle case automobilistiche, che a loro volta hanno subito una recessione tra le peggiori degli ultimi cinquant’anni.

Il presidente e amministratore delegato di Goodyear Robert Keegan ha risposto così alle domande sulle perdite e la flessione delle vendite: “Nel quarto trimestre abbiamo ottenuto risultati solidi e incoraggianti. La domanda mondiale di pneumatici ha cominciato a risalire e per il 2010 ci aspettiamo una crescita su base annuale. Restiamo fiduciosi, anche di fronte agli ostacoli che dovremo continuare ad affrontare nel 2010, come l’alto costo delle materie prime e la bassa domanda di pneumatici per camion e rimorchi.”

Nonostante la domanda stia lentamente risalendo, il mercato commerciale degli pneumatici resta molto fragile sia in Europa che in Nord America, e il 2010 potrebbe rivelarsi un anno molto lungo per tutti i produttori di gomme.